Partendo dal principio di unicità tra vita e ambiente, dove ogni elemento è interconnesso, Tessuti d’Acqua indaga la soglia in cui la fotografia incontra la pittura.
L’immagine fotografica, ritagliata, capovolta o sospesa, viene trasformata dall’acquerello in un campo di possibilità: lo spazio si dilata, il tempo dell’incanto si prolunga, il soggetto perde i suoi confini per diventare simbolo.
Nei miei paesaggi compaiono specchi dalle forme essenziali, superfici liquide che riflettono e ribaltano prospettive, tessuti che intrecciano realtà lontane. Colori trasparenti e vibranti introducono una freschezza che rinnova la percezione del naturale e suggerisce un dialogo tra elementi contrastanti.
Il risultato è un mondo sospeso, surreale e inclusivo, dove la distanza tra sé e l’altro si dissolve. Attraverso l’intersezione di linguaggi visivi, cerco di dare forma a un sogno: quello di una convivenza armoniosa, pacifica, fondata sul riconoscimento di una bellezza comune e indivisibile.