• Laura Trevisan - artista
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BIOGRAFIA

Prima di iniziare il nostro viaggio, vorrei presentarmi.

Sono Laura Trevisan. Dopo aver conseguito la maturità artistica, mi sono laureata all’Accademia delle Belle Arti di Venezia nell’89, per poi iniziare la mia avventura in giro per il mondo.

Per un po’ ho lavorato come grafica in UK e negli USA, ad Atlanta presso la CNN e a Miami Beach presso Telemundo, poi mi sono spostata a Milano e in Friuli per continuare a lavorare come libera professionista.

Mi sono occupata anche di scenografia: al CRT, al Teatro dell’Arte di Milano, fino a spingermi in Portogallo, Brasile e Scozia.

Nel frattempo non ho mai smesso di dipingere: in effetti il filo conduttore della mia attività artistica è sempre stata la pittura.

È questo un assaggio della mia avventura, vissuta creando, insegnando ed esponendo le mie opere un po’ dappertutto, tra America, Asia, Europa… fino alla Casa d’Aste Drouot, a Parigi.

In questi anni la mia consapevolezza nel mondo dell’arte è cresciuta, grazie al dialogo basato sull’esperienza pratica di cogliere e creare valore tra i contrasti.

La diversità naturale di colori e materiali, così come le differenze culturali, sono opportunità per creare dialoghi che traduco in ”tessuti pittorici”.

Nella mia visione dell’arte, etica ed estetica sgorgano dalla stessa fonte. Sono aspetti inscindibili dell’espressione di sé che avviene attraverso le relazioni umane lasciando le sue tracce nelle mie opere.

È proprio questa la spinta alla base di progetti come il Lumacuore, tappa importante del mio impegno sociale, ma anche di diversi laboratori di ricerca teatrale rivolti ai giovani, dove la pittura non è mai mancata come mezzo d’espressione.

La definizione “Artista” mi mette un po’ a disagio. Preferisco guardare all’unicità delle persone che incontro e al loro valore inestimabile come esseri umani, con la loro andatura e fragranza, senza inferiorità o superiorità di genere, con l’intento di creare ponti basati sulle nostre qualità.

Mi sento semplicemente una persona in grado di trasformare e  valorizzare quello che già c’è attraverso la pittura (e non solo), guidata dal desiderio di creare opere gioiose che richiamino bellezza, armonia e tutte quelle belle sensazioni che ci fanno stare bene.

Per saperne di più

Hanno scritto di me

Ho visto il quadro, un ramo di pesco, vestito di rosa, proteso come un grido verso l'infinito, e è stato amore a prima vista. Ho conosciuto l'artista, Laura Trevisan, e è stato l'inizio di una serie di emozioni oltre che di una bella amicizia. Nelle piacevoli e serene conversazioni all'ombra delle betulle del suo giardino, Laura ha saputo cogliere il mio desiderio di leggerezza, di semplificazione, essenzialità e lo ha tradotto in un bellissimo dipinto con l'immagine centrale di una donna che sembra volare verso l'alto, verso un altro spazio, come a sollevarsi dalla pesantezza del mondo.  Ogni volta che la guardo scrollo dal mio essere un po' di quella pesantezza.

Ha anche saputo cogliere il forte legame tra mia figlia e l'elemento acqua, e tra me e mia figlia, esprimendolo in un'onda potente, ma non distruttiva, in un quadro di infinita bellezza. Potente e vigorosa come il mio amore per mia figlia e come quello di mia figlia per l'oceano.

C'è un mondo di storie dentro i quadri astratti di Laura. Se ci si sofferma a guardarli con attenzione prende forma un viaggio immaginario, un percorso narrativo che porta ovunque nel mondo. La voglia di raccontare e di raccontarsi si cela in quei particolari nascosti nella tela, un biglietto della metropolitana, un timbro, una parola, un simbolo, delle note musicali, presenze sfumate da riconoscere e richiamare per costruire storie da richiamare nel presente. La voglia di vivere l'arte come emozione, come ascolto, come momento di pacatezza e tranquillità rispetto a un mondo in folle corsa, e sentimenti forti come la gioia e il dolore, magari per la perdita di qualcuno caro, la malinconia e la meraviglia per quanto di stupendo e potente esiste nella natura sono emozioni che ho condiviso con Laura, nelle nostre lunghe chiacchierate e, soprattutto, attraverso i suoi dipinti.
Conoscere l'artista Laura Trevisan ha arricchito la mia vita e, per questo, la ringrazio.

— Monica

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Ho avuto modo di incontrare Laura e la sua arte circa 10 anni fa. Ricordo che ero a casa di amici in comune e in una parete ho visto “illuminarsi” un bellissimo quadro che ha catturato la mia attenzione in modo particolare, direi che è stato un vero e proprio “colpo di fulmine”. Chiesi subito il nome dell’artista e fu così che conobbi Laura, una persona dalle mille risorse e spiccata creatività, con cui condivido un legame profondo di amicizia oltre che la stessa filosofia di vita. Qualche anno fa, per un trasferimento di sede di lavoro, ho cambiato appartamento. La parete nuda del soggiorno sembrava non aspettare altro che essere impreziosita dai quadri di Laura. L’ho contattata e si è resa subito disponibile per trovare una soluzione e cercare di soddisfare al meglio le mie aspettative. Beh, la proposta dei suoi quadri è andata ben oltre le mie aspettative, la sala aveva assunto completamente un altro carattere. La parete bianca si è riempita dei colori della primavera ed in particolare di uno dei miei colori preferiti, il rosso. Il rosso che con la sua potenza ed energia vitale, risalta sul grigio e sulle pennellate di nero che nell’immaginario collettivo sono associati alla tristezza. I suoi quadri sono come l’inverno che si trasforma in primavera, un continuo messaggio di passione e speranza nei momenti bui e difficili della vita. Ogni tanto mi soffermo a guardare i suoi quadri e rivedo tanto di me e dei miei ricordi tangibili che permangono nell’immutabile trascorrere del tempo. Grazie per essere riuscita a tradurre in arte il mio sentire. — Claudia
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Il quadro universale: o della cura di noi
Raccolgo da anni, per atavica femminile passione, immagini di luoghi, persone ignote, linee, sogni, oggetti e altro ancora.
Non tanto, ma poco e scelto, più volte filtrato, frammenti a sostituire foto, che non ho mai scattato a niente e nessuno e diari scritti per tre decenni e distrutti da due.
Molto ho bruciato o riciclato per avvolgere regali, qualcosa ha resistito nel tempo, cambiando case e cassetti, ha assunto qualche significato, mi ha suggerito una sintesi.
Transitoria e parziale certo, ma superati i 57 anni questo mi è capitato. Credo che abbia a che fare con la reinvenzione della memoria.

Non sono mai stata capace di fare con le mani altro che qualche impiastro di colla su vecchi scatoloni riciclati che uso per conservare gli indumenti (un modo di boicottare la plastica) .
Poi ho visto alcuni quadri di Laura e senza concordarlo le ho portato le immagini in una busta di carta bianca. Con una certa fiducia, che si è rivelata ben riposta.
A passi prima lenti, poi più rapidi è comparso un universo che dalle mani di Laura ha trovato una forma.
Lo si può solo guardare e passare avanti: ciascuno ha il proprio di universo.
Oppure si può provare a leggerlo e raccontarselo: da destra a sinistra o viceversa, da sopra a sotto o all'incontrario, in diagonale in verticale o orizzontale, o solo in un particolare.
E si potrebbero trovare piccoli spazi comuni negli universi: un mio scalino simile a un tuo ricordo d’infanzia, un vascello dei miei sogni con le vele delle tue lenzuola, una pila di libri come quella lasciata dai tuoi figli sul pavimento, un gufo sbilenco con lo sguardo di una collega occhiuta.
Colori: il fucsia di tanti foulard, il celeste di tanti cieli e altrettanti mari, la malta dei muri e la pietra-sasso di archi di portoni contadini alcuni ancora chiusi altri già aperti .
E donne che leggono, dipingono, s’incontrano, la regina delle nevi delle adorate fiabe russe tra i rami in fiore di un tronco che non ha inizio né fine.
Bella storia: avere universi in mente e condividerli con un'artista che li trasforma in materia vivente.

— Paola

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La mia esperienza con la pittrice Laura
Un pomeriggio di marzo 2016, percorrendo con animo leggero la pedemontana pordenonese, decido di fermarmi nel piccolo centro di Aviano per fare due passi.
Da diversi giorni avevo un desiderio, un bisogno quasi spirituale da appagare: quello di arricchire le pareti della mia casa di dipinti .

Camminando, vedo un negozio d’arredi dove erano appesi in tutte le pareti quadri particolarmente grandi dipinti su strutture massicce in legno. Tutti sono ricchi di colori e di elementi compositivi anche contrastanti. L’impressione - dato che erano senza cornici - era che il pittore volesse far uscire dal quadro la sua “visione”.
Mi chiesi: uomo o donna l’Artista? La forza dei colori e la quantità di elementi inseriti mi fecero propendere per una donna.

Entro, guardo a lungo con attenzione, attendo, finalmente arriva una persona che mi dà alcune informazioni: si trattava di una pittrice avianese – residente al momento in Francia: Laura.

La rincorro telefonicamente per due o tre mesi. La incontro e da subito percepisco il suo pensiero: ovvero ciò che trasmette e che mi ha trasmesso guardando i suoi quadri. Nasce così la nostra intesa.

I suoi dipinti, ora, decorano le pareti della mia casa. Io li guardo sempre quasi con affezione tanto da sentirli “miei”. La pittrice ha saputo tradurre, trasformare, con le sue doti artistiche e umane e la sua tecnica complessa, i miei sentimenti e desideri.

Questa condivisione tra artista e committente è “ARTIAMO”.

— Ivana

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